† Welcome to My Mental Hell! †

5/04/2008

Il terzo Cavaliere

Non era così che sarebbe dovuto accadere...i manoscritti di padre Clemente erano chiari nei passi riguardanti la sua venuta, non il settimo figlio di un settimino,ma un ben più prezioso primogenito selenico...venuto alla luce nel mezzo della notte di luna piena, quando l'astro d'argento rivela le cime degli alberi negli specchi delle pozze, e gli occhi degli uomini del nord brillano di luce più fredda, e alcuni di essi assumoni i connotati del lupo dei boschi...
Nella capanna di fianco,intanto, la serva cullava il figliolo venuto al mondo il mese precedente...Maggio, il mese degli eroi...quella era stata una notte adatta alla profezia, con la luna alta nel cielo a salutare il primo grido di guerra del piccolo...ma egli era figlio di servo, non di potente Cavaliere dell'ordine come questo...che gli dei avessero voluto fare uno scherzo al casato? No era impossibile, il sigillo ultimo non era nella carne di quel bambino, nessun segno sul petto ne indicava il potere...come d'altronde alcuna macchia sugellava la potenza di questo neonato, gracile in realtà, che non sarebbe divenuto altro che un semplice frate, per i sei maggiori che avrebbero messo prima di lui le mani sull'eredità.
Era evidente che il signore non riteneva ancora maturi i tempi per la sua venuta, e che il neonato Guillerme non sarebbe stato colui che avrebbe ripreso la rocca di Bardanur alle rosse truppe di Mergot. Il sacerdote diede quindi una veloce benedizione al pargolo, e dopo aver augurato ogni bene al padre pieno di disappunto, si avviò lungo la strada fangosa per il monastero. Il suo occhio però si posò quasi per caso sulle imposte della capanna del fabbro, da cui proveniva l'incessante rumore dell'incudine e lo sfrigolio della tempra dell'acciaio, fatto questo alquanto strano, data l'ora tarda. Affacciatosi, vide il piccolo Michaele, di un mese, percuotere l'acciaio coi pugni chiusi, già grosso come un bambino di 4 anni, e innalzare al cielo lo sguardo fiero, brandendo una spada appena forgiata con cui tracciava cerchi con destrezza invidiabile. Fu in quel momento che capì, ed entrato, appoggiò una mano sul capo del fanciullo, svelando sulla sommità della nuca la voglia color della notte, a forma di drago rampante, il simbolo di colui che era stato scelto.
Fu così che Michaele passò sotto la sua custodia, e venne da lui addestrato nell'arte della guerra e della magia, e quando raggiunse la maggiore età, si rivelò al resto del mondo come Mike, il Terzo Cavaliere dell'ordine della notte, il nero centauro che mille eserciti sconfisse e innumerevoli canestri segnò, e che mai fu tratto in inganno da dame malvagie o dal Porco, e sfuggendo ad ogni griglia infida o vicino molesto, crebbe in grandezza e fama ogni giorno della sua vita.

Auguri Mike!